3R. [Riduco, Riuso, Riciclo]

 

Da quando viviamo a casa nuova, siamo ancora più attenti a una cosa, che ci stava già tanto a cuore: la differenziata!

Noi abbiamo sempre avuto particolare attenzione per la tematica del rispetto del posto che ci ospita (cioè del pianeta terra!), delle risorse che ci stanno “prestando” (cioè l’acqua, l’aria…) e che stiamo usando prima dei nostri figli e nipoti e a cui dobbiamo tenerne da parte un pezzo, ma da quando viviamo in questa casa e abbiamo la differenziata porta a porta, abbiamo avuto modo di rifletterci su un pò di più.

Quando hai sul balcone un secchione per l’organico, uno per la carta, uno per il non riciclabile e uno per la plastica e il metallo e i mq calpestabili si riducono notevolmente, capisci che la questione è estremamente seria!

Anche perchè, se l’organico va esposto 3 volte a settimana e ne produci quantitativi indefiniti, rischi che sciami di animali di ogni razza alberghino felicemente nel tuo terrazzino!

Non sprecare il cibo è un must da sempre in casa TerraGlio, indipendentemente dai turni di servizio dell’AmaRoma, per cui il principio base è che IL CIBO NON SI BUTTA.
Certo, è difficile quando cucina Andrea e crede sempre di avere gli All Black a tavola e doverli saziare in vista di un campionato mondiale di rugby, ma il cibo avanzato, tendenzialmente a casa nostra, vive più vite: da risotto ad arancina; da verdura lessa a ripassata, da secondo di pesce a ragù di pesce per la pasta e così via.

Una roba su cui ci stiamo focalizzando adesso, in relazione alla plastica, è evitare di comperare tutti i prodotti con un imballaggio superfluo.
Se posso scegliere tra le carote sfuse e le carote implasticate, perchè dovrei prediligere le seconde? Infatti no! Solo verdure sfuse, nei limiti del possibile, certo, ma in genere ce la si può fare, forse bisogna scegliere un supermercato invece di un altro, ma CE LA SI PUO’ FARE!
E il caffè, perchè prendere le capsule o le cialde, se posso caricare la macchinetta di caffè macinato e sfuso? Lo so, lo so… le cialde non sporcano ed è fighissimo, dimezzo la fatica, semplicemente devo pulire meno della metà e anche la manutenzione della macchinetta è più semplice… Eeeehh! Ma tutte le emissioni per arrivare fino a quella capsula lì o gli alberi abbattuti per ricavare la carta delle cialde?

Di vetro non ne smaltiamo tantissimo e in genere, i barattoli di marmellata, per esempio, li riusiamo per le conserve sottovuoto o surgelate.
[Eccetto in caso di festa dove bottiglie di rum e di prosecco sembrano riprodursi per partenogenesi!]

Poi ci sono cose che non usiamo proprio, a mano che in casi più unici che rari, come piatti di plastica o tovaglioli di carta. [Quella è una scelta alla base della famiglia TerraGlio!]

Il difficile, in tutta questa faccenda, è stato organizzare i due “secchi da interno” e cioè, l’umido e il non riciclabile.
In balcone, infatti, teniamo i secchioni che poi, nel giorno di raccolta, esponiamo in strada e nei quali accumuliamo, mentre in casa, serve un pronto accomodo per il quotidiano… Non posso mica fare avanti  e in dietro dal balcone per buttare la buccia della mela!

Ho deciso di inserire il secchiello dell’umido, che è anche piccoletto, nel sottoacquaio, mentre l’altro, sebbene non amo molto che sia a vista in cucina, forse lo lascerò di fianco, ma in realtà devo ancora trovare un cesto carino che possa prestarsi alla mia necessità… O forse lo inserisco anche all’interno del mobile, come l’altro… boh! Devo misurare se mi rimane lo spazio per le pezzette e i detergenti.
Quando avrò finito di sistemare anche quello, ve lo fotografo, eeeh! 😉

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